Tematiche di attualità

Nelle mostre temporanee vengono trattate tematiche particolari, su cui verrà focalizzata l’attenzione per un limitato periodo di tempo. Le mostre temporanee hanno sempre una forte connotazione locale.

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Archivio delle mostre temporanee

Di seguito vedete una breve sintesi delle mostre temporanee degli anni scorsi.

  • 2016/17
    Masi senza uomini. La quotidianità delle donne nella Prima Guerra Mondiale

    dal 1° aprile 2016 al 15 novembre 2017

    Negli anni tra il 1914 e il 1918 molte contadine dei masi tirolesi erano abbandonate a se stesse e sulle loro spalle gravava il peso della sopravvivenza della loro famiglia e dell’azienda agricola.
    Sulla scorta di fotografie, lettere, articoli di giornale, ricordi, interviste ecc., questa mostra temporanea illustrava le difficoltà affrontate dalle donne dei masi contadini, costrette a destreggiarsi nel lavoro e nella vita quotidiana con il solo aiuto di bambini, adolescenti e anziani, mentre gli uomini erano in guerra.

  • 2011
    NOVITÀ! I nuovi acquisti del Museo della caccia e della pesca

    dal 17 giugno al 15 novembre 2011

    Insieme alla conservazione, all’esposizione e alla divulgazione, il collezionismo è uno dei principali compiti di un museo. Gli oggetti museali rappresentano il cuore di ogni collezione e costituiscono la base di mostre e lavori di ricerca.
    Della collezione di Castel Wolfsthurn fanno parte accessori per la caccia e la pesca e oggetti d’arte popolare decorati con motivi di caccia, selvaggina e pesca.
    In questa mostra temporanea il Museo presentava le nuove acquisizioni degli anni precedenti.

  • 2009
    “Tirolesi! Avanti!” – La nobile famiglia Sternbach e l’anno Nove

    dal 16 giugno al 15 novembre 2009

    La mostra straordinaria del 2009 a Castel Wolfsthurn era dedicata a due membri della famiglia Sternbach che furono coinvolti negli avvenimenti del 1809.

    • Therese von Sternbach, di Mühlau presso Innsbruck, oppose resistenza a francesi e bavaresi. Sostenne i suoi compatrioti fornendo loro denaro e armi, incoraggiò i combattenti e non si lasciò intimorire nemmeno quando le truppe francesi e bavaresi si stabilirono nella sua residenza. Il suo coraggio le costò la prigionia a Monaco e Strasburgo. Nel 1821 l’Imperatore Francesco I la insignì della medaglia d’oro al merito per i servigi prestati.
    • Eduard von Sternbach, del ramo familiare di Mareta, servì come ufficiale nel reggimento dei Kaiserjäger e nel 1823 partecipò alla traslazione delle spoglie mortali di Andreas Hofer da Mantova ad Innsbruck. Da Vienna l’imperatore impartì l’ordine di celebrare delle degne esequie per l’eroe tirolese e di tumularne la salma nella Hofkirche di Innsbruck.

    Gli oggetti personali, i ritratti e i disegni esposti raccontavano di un periodo turbolento e ricco di eventi, offrendo un tributo in ricordo di un’importante famiglia della nobiltà tirolese.

  • 2007 + 2008
    Uniformi e abiti di seta – L’abbigliamento della nobiltà tirolese

    dal 9 giugno 2007 al 15 novembre 2008

    Gli abiti ci accompagnano nel corso della vita. La loro funzione è quella di coprire e proteggere la persona. Nonostante la foggia e il taglio si adeguino ai dettami della moda, essi rimangono pur sempre un mezzo di comunicazione e uno specchio della società. L’abbigliamento dei nobili era il simbolo evidente che ne identificava lo stato sociale e l’appartenenza ad una classe di rango elevato. Ciò valeva sia alla corte imperiale di Vienna che nella realtà rurale tirolese, sia nelle occasioni di festa che nella vita quotidiana. I gilè in seta del XVIII secolo, impreziositi da ricami, erano indice di ricchezza e di appartenenza ad un ceto sociale superiore. Le uniformi del XIX secolo, dai colori sgargianti, erano simbolo di appartenenza alla nobiltà tirolese e alla casta dei funzionari della corte imperiale asburgica. Anche la posizione della donna nella società era messa in risalto da un adeguato guardaroba di abiti in seta e da preziosi gioielli.
    Gli abiti e gli accessori ornamentali esposti fanno parte della collezione originale di Castel Wolfsthurn.

  • 2006
    Il sogno di un barone – Franz Andrä von Sternbach e Castel Wolfsthurn

    dal 1° luglio al 15 novembre 2006

    Wolfsthurn fino al 1725
    Il castello barocco sorse fra il 1727 e il 1741. La costruzione fu preceduta da lunghe considerazioni e progetti, contenuti in oltre 40 disegni e schizzi storici.
    I progetti dell’archivio di Castel Wolfsthurn raccontano la storia della costruzione del complesso architettonico, dall’idea iniziale fino alla sua realizzazione.

    Wolfsthurn, ovvero la “Torre dei Lupi”
    Le origini del castello a monte di Mareta sono oscure. Nel 1242 Alberto III del Tirolo acquistò la torre originaria e la concesse in feudo a Rudolfus Lupus. Lupus apparteneva alla famiglia dei Wölfe (lupi) della Wipptal, l’odierna alta Valle Isarco, e i Wölfe diedero il nome alla torre.
    Alla fine del XV secolo la famiglia dei Wölfe si estinse e nel 1574 il castello passò in proprietà alla famiglia Grebmer. 200 anni dopo passò infine alla famiglia Sternbach. L’aspetto dell’antico castello di Wolfsthurn, che nel corso dei secoli è stato ristrutturato e ampliato, è documentato da quattro acquerelli di Johann Georg Prunner. Due documentano la veduta del precedente castello e gli altri due riproducono la situazione del 1725.

Anteprima del programma 2020

Per prevenire e contrastare la diffusione del nuovo Coronavirus sono stati cancellati tutti gli eventi previsti nell’anno corrente. Il programma di mediazione museale (le visite guidate per gruppi e le attività didattiche per scolaresche) è sospeso fino a data da destinarsi.

Grazie della comprensione.

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